Cara Coppa Italia, che sia la volta buona?

In questo strano periodo d’inizio anno in cui abbiamo capito che non si sta poi così male senza calcio, anche se a parer nostro è sempre preferibile quello giocato a quello parlato, soprattutto in fase di mercato,    è arrivata, quasi inaspettata una gioia proprio dal campo: la vittoria in casa del Torino negli ottavi di finale di Coppa Italia.

E’ ovvio che in stagioni poco appetitose dal punto di vista del campionato, come rischia di essere questa, l’attenzione e l’interesse di molti si appuntino proprio sulla Coppa Italia, che rappresenta, da sempre, una scorciatoia casalinga per l’Europa.

E la Fiorentina, soprattutto negli ultimi anni, e soprattutto dopo quel “disgraziato” 2014, quello della finale maledetta all’Olimpico contro il Napoli, ha cercato con ancor più insistenza di percorrere quella strada.

L’anno successivo il cammino dei viola arrivò fino in semifinale, interrotto dal doppio confronto con la Juve (1-1 a Torino, 0-3 in casa); nel 2015/16 invece arrivò la bruciante sconfitta agli ottavi (in pratica alla prima uscita nella manifestazione) contro il non irresistibile Carpi.

E poi, nelle ultime due stagioni, altrettante eliminazioni nei quarti, la prima ad opera del Napoli, la seconda della Lazio.

Sperando che la Roma non sia la terza “giustiziera” consecutiva nella stessa  fase del torneo, la Fiorentina torna a misurarsi in campionato col morale un po’ sollevato dalla recente affermazione.

Con un Chiesa in super condizione, galvanizzato dalla doppietta di Torino, scopriremo se anche il resto della squadra ha tratto giovamento dal soggiorno maltese organizzato ad inizio anno per riprogrammare la preparazione atletica: qualche giorno tutti insieme dovrebbe essere servito almeno a cementare l’unione di gruppo, anche se su quella non abbiamo molti dubbi: sono tante e continue le manifestazioni di unità che emergono dai comportamenti, soprattutto “social” dei calciatori viola, ma che purtroppo spesso non si traducono in risultati tangibili in campo.

Se i tecnici viola riusciranno a far superare ai loro atleti questo “gap”, probabilmente la seconda parte del campionato sarà ricca di soddisfazioni per i tifosi, tuttora incerti fra il sostegno spassionato per i loro colori del cuore e la ribellione verso una società che non sembra condividerne la passione.

Augurandoci che sia finalmente il tempo per tornare a gioire tutti insieme, iniziamo l’anno con un grande “Forza Viola!”

Con affetto, Sonia Nuzzi