“Cari” Della Valle, a chi giova questa situazione?

Nonostante le rosee parole del mago Badoglio, che ai primi di gennaio illudeva i tifosi viola con previsioni super ottimistiche sul destino della Fiorentina nel 2018, millantando che con l’anno vecchio si era esaurita la “macumba” ordinata 40 anni prima ai danni della squadra viola, la Fiorentina è incappata in un inizio d’anno davvero pessimo!

Non tanto, e non solo, per i risultati incredibilmente negativi maturati dopo l’Epifania, ma per una serie di congiunture, astrali o…materiali che siano, che hanno portato squadra e società nell’occhio di un ciclone catastrofico, che ha fatto saltare i già precari equilibri di una piazza in ebollizione!

Eh si…povera Fiorentina, anzi…poveri fiorentini, che si sono visti crollare in un paio di settimane tutte le speranze che avevano riposto in questa squadra dopo un periodo di smobilitazione e successiva rifondazione del gruppo.

Quando sembrava che il peggio fosse alle spalle e che la banda di Pioli avesse trovato una certa stabilità, ecco il tracollo che non t’aspetti e, in rapida successione, le batoste di Genova contro la Samp e di Firenze contro il derelitto Verona, hanno spazzato via tutti i buoni sentimenti, facendo tornare a galla i mai sopiti malumori contro la dirigenza!

E’ stato come stappare una bottiglia di champagne! Lo scorrere dei minuti della partita di domenica ha fatto salire la rabbia a livelli di guardia e alla fine è scoppiata la contestazione!

Una contestazione tutto sommato pacifica, dura ma solo a parole, come si conviene a un pubblico maturo come quello di Firenze, che ha dimostrato negli anni di sopportare (quasi) tutto ma non il totale disinteresse da parte della proprietà nei confronti della squadra!

Un disinteresse che ha ragioni lontane e magari anche legittime, ma che non può essere gettato brutalmente in viso a chi invece per la squadra soffre, freme e paga. A chi fa, rispettosamente, domande ma non riceve risposte.

Che poi la domanda è sola una: perché la proprietà, che non è palesemente più interessata alla società, non vende?

Se arrivasse una risposta chiara e convincente a questo quesito, probabilmente il pubblico, o i “clienti” se preferite, se ne farebbero una ragione, ma la totale assenza di comunicazione è la cosa peggiore. E’ come in una qualsiasi coppia: se manca la comunicazione, finisce tutto…

E allora, perché insistere in questo “muro contro muro”? Speriamo che un barlume di buonsenso si faccia strada nella mente di chi decide: questa situazione non giova a nessuno, è così difficile da capire?

Con affetto, Sonia Nuzzi