Cari fratelli Della Valle…

Cari fratelli Della Valle, ma a che gioco state giocando?

Pur non facendo parte della schiera, per la verità sempre più folta, dei contestatori ad oltranza della vostra gestione, rimango sempre più allibita per il modo quasi distaccato con cui gestite la Fiorentina.

Stiamo parlando di una squadra di calcio e il calcio, si sa, si alimenta di passione, tifo, amore per i colori della propria squadra, spesso anche di sofferenza, soprattutto se si tratta di Fiorentina, di amarezze e frustrazioni. Ma quello che ci state proponendo voi, cari fratelli marchigiani, è un modello di calcio freddo e asettico, che sta allontanando come non era mai successo prima, i tifosi dalla squadra.

Neanche alla fine degli anni ‘70, quando la Fiorentina lottava fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato per la salvezza, la gente di Firenze si era allontanata dalla squadra. E invece ora, quasi alla fine di una stagione sicuramente non bella né fortunata, che si concluderà senza trofei e quasi sicuramente senza qualificazione all’Europa League per l’anno prossimo, ma comunque a ridosso della squadre che sono oggettivamente più forti di quella viola, c’è un distacco dalla squadra da parte del suo pubblico che fa pensare parecchio…

I tifosi viola non vi rimproverano, cari Della Valle, i mancati risultati sul campo (per quelli, semmai, dovrebbero rispondere altri…) ma la poca partecipazione emotiva, ma anche fisica, alle vicende della vostra squadra. Il mondo del calcio è popolato di presidenti folcloristici, ciarlatani, invadenti e talvolta persino un po’…pasticcioni, ma sempre pronti a difendere con passionalità la propria squadra. Voi invece, Diego e Andrea, pur se ufficialmente siete solo proprietari della società avendo delegato a persone di vostra fiducia i ruoli più rappresentativi, non riuscite a mettere passione e sentimento nella gestione della vostra azienda.

Così come siete poco presenti quanto sarebbe il momento di difenderla da ingiustizie o presunti soprusi, provenienti soprattutto dalla classe arbitrale, com’è accaduto ad esempio sabato scorso contro l’Empoli, quando sono stati commessi così tanti errori dalla squadra arbitrale, da rendere difficile attribuire tutto alla casualità. E in questi casi sarebbe opportuno far sentire la voce ufficiale della proprietà che, senza mai trascendere ma con estrema fermezza, dovrebbe pretendere rispetto per la sua squadra.

Sicuramente i tifosi apprezzerebbero e continuerebbero a seguire la squadra con passione, come hanno sempre fatto, anche nei momenti più bui.

Non come ora che, alla vigilia di un incontro per tradizione molto sentito come quello con l’Inter, si rischia di dover assistere allo squallido spettacolo di un “Franchi” semivuoto per la disaffezione dei tifosi verso una squadra che, a partire proprio dal vertice, non riesce ad appassionare come quando lottava per non retrocedere.

Meditate, Della Valle, meditate…

Con affetto, Sonia Nuzzi