Caro.. brutto anatroccolo – la cartolina di Sonia Nuzzi

UNA CARTOLINA A… 6ª puntata – 23/10/14

C’era una volta un brutto anatroccolo: lunghe leve, collo sottile, mani… anzi…ali un po’ sdrucciolevoli, gli scivolava via tutto e gli amici non volevano più giocare con lui, anche se sotto sotto si divertivano…
E lui, poverino, sempre più solo e preso in giro da tutti, cominciò ad esercitarsi di nascosto, quando non lo vedeva nessuno, con determinazione e impegno, per cercare di riconquistare la fiducia dei suoi compagni di gioco.
In breve ci riuscì. E diventò velocemente anche molto bravo, così bravo che lo chiamavano tutti per andare a giocare con loro, soprattutto quelli che prima lo deridevano… Ma lui niente, duro, sorrideva a tutti, ma non giocava con nessuno.
Finchè un giorno si ricordò che i vecchi amici lo prendevano sì in giro, ma mai avevano smesso di volergli bene, di sperare che un giorno sarebbe diventato un magnifico cigno. E lui…
Il finale non è ancora scritto, lo scopriremo più avanti.
Perché questa non è una favola, è la storia, più o meno romanzata, di un portiere brasiliano arrivato in Italia poco più che ragazzino, tenuto a lungo da parte per imparare il ruolo poi, dopo una breve parentesi non molto brillante in sostituzione del titolare in crisi, rimesso in panchina a studiare il calcio, e soprattutto gli attaccanti italiani.
Finchè, l’anno scorso, è scoccato il suo momento ma lui, ancora un po’ inesperto di campo e delle sue insidie, ha commesso qualche errore grossolano, facendo tremare i polsi dei suoi compagni e mettendo a dura prova le coronarie dei suoi tifosi.
Il resto è storia recente e più facile da raccontare: una continua escalation verso livelli impensati appena un anno fa, e la consapevolezza di aver tirato su un portiere coi fiocchi che ora tutti ci invidiano e, a suon di milioni di euro, tentano di portarci via.
Ma il finale, dicevo, è ancora da scrivere e sarebbe bello che, come nelle favole, ci fosse il lieto fine. Perché a volte, caro Norberto Murara Neto, l’affetto e il calore di chi ti è stato vicino anche nei momenti bui, sono più importanti di un conto in banca che, in ogni caso, rimarrebbe mooolto sostanzioso!

Con affetto, Sonia Nuzzi