Caro Cristiano Biraghi…

E’ lui il personaggio del momento, non c’è dubbio.

E’ bastato allungare quel piede e spingere in rete il pallone per diventare il personaggio del momento.

Perché nella vita, si sa, l’importante è trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Può cambiare il destino di ciascuno di noi.

E quello di Cristiano Biraghi è cambiato domenica scorsa, verso le 22.25, cioè nel preciso istante in cui ha mandato in rete il pallone che ha battuto Szczesny e ha dato la vittoria alla nazionale italiana.

Perché fino a quel momento, diciamolo chiaramente, la prova del terzino della Fiorentina era stata tutto fuorchè esaltante; se non avesse segnato quel gol, la sua prestazione non sarebbe stata neanche sufficiente e invece…

Invece quel gol ha cambiato la valutazione su Biraghi, forse addirittura la considerazione che la gente ha di lui.

Ma non quella dei tifosi fiorentini, che ormai sanno chi è Biraghi da un anno e mezzo e ne conoscono difetti e pregi.

Il suo arrivo a Firenze da Pescara nell’estate del 2017, non creò sicuramente lo scompiglio all’interno del  tifo viola, anzi, tutt’altro. L’acquisto del 26enne terzino sinistro fu visto come una soluzione di ripiego da parte di Corvino, che non era riuscito a concludere altri acquisti di  livello.

E Biraghi confermò subito le perplessità che lo avevano preceduto: un discreto giocatore dalla metà campo in avanti, ma con molte lacune in fase difensiva.

Lacune che, alla lunga, gli procurarono più di una critica e qualche scherno di troppo: i tifosi fiorentini, si sa, sanno amare come pochi altri, ma sanno anche essere assai pungenti e critici e chi non è abituato all’ironia che sconfina nella derisione, non la prende bene…

Biraghi subì un po’di tutto questo nei suoi primi mesi a Firenze, e lo subì in silenzio, fino a quando non furono toccati, in maniera un po’ troppo pesante, i suoi affetti più cari e a quel punto, giustamente si ribellò.

La sua reazione di carattere piacque ai tifosi viola che cominciarono a vederlo sotto occhi diversi.

Quello poi che è successo dopo la tragedia di Astori ha fatto il resto: Biraghi è stato il primo a tatuarsi il simbolo che ricorda il capitano viola ed è sempre pronto a ricordarlo e a sottolineare il suo attaccamento nei confronti di Davide, come domenica sera, con la dedica al numero 13 dopo aver segnato il gol decisivo…

Questo atteggiamento, caro Cristian, vale più di mille buone prestazioni per i tifosi viola. I tuoi modi e il tuo comportamento hanno fatto breccia nel cuore dei tifosi e questo è il premio più importante per te, non dimenticarlo mai!

Con affetto, Sonia Nuzzi