Caro Davide Astori, sei sempre con noi!

Caro Davide,

non so spiegarmi dove né in che modo, ma sono sicura che ci sei ancora, ci stai guardando, stai guardando e proteggendo la TUA Fiorentina.

La stai seguendo passo passo, come si fa con un figlio, come  farai certamente con la TUA principessa Vittoria, troppo presto privata della tua presenza fisica ma non di quella spirituale. Proprio come la tua Fiorentina.

Lo ha detto Federico Chiesa al termine dell’incredibile partita di Coppa Italia con l’Atalanta: “Davide è sempre con noi, in ogni partita, in ogni allenamento”. E non sono parole di circostanza quelle di Chiesa, sono lo specchio di quanto sta accadendo a questa squadra, che si sta compattando ogni giorno di più intorno al tuo ricordo, “indelebile” come citava lo striscione in Curva Fiesole mercoledì sera.

Un ricordo così vivo e presente da sembrare reale.

E’ come se tu, Davide, non avessi ancora varcato quella “Porta Rossa” che ti porterà per sempre nel mondo dei più, ma fossi rimasto in una specie di “limbo” per terminare una missione lasciata incompiuta il 4 marzo dell’anno scorso, ovvero far fare alla tua squadra, ai tuoi ragazzi, quell’ultimo scalino per portarli al definitivo salto di qualità!

Ed in effetti, in ogni occasione questa squadra sembra avere quel “qualcosa” in più, quasi di sovrannaturale, che la spinge a gettare il cuore oltre l’ostacolo e sfidare la sorte e gli avversari che si trova di fronte, anche quelli sulla carta superiori.

Com’è successo domenica scorsa, al cospetto di un’Inter oggettivamente e tecnicamente più forte, raggiunta in maniera quasi insperata e contro ogni logica, sotto di due reti a venti minuti dal termine e con quel finale “epico” dopo oltre 10 minuti di recupero!

E com’è successo mercoledì sera, contro un’altra avversaria sulla carta superiore, oltretutto venutasi a trovare in una situazione più che favorevole dopo appena una ventina di minuti di gioco e  raggiunta con una foga e una determinazione inimmaginabili fino a poche settimane fa.

In tutto questo, caro Davide, c’è il tuo segno, il tuo appoggio, la tua spinta. E tutti, anche i più giovani, gli stranieri, quelli arrivati da poco, dimostrano in ogni occasione di essersi integrati alla perfezione in questo gruppo e di sentirsene parte integrante.

Un miracolo sportivo, si dice. Un miracolo nel nome di Davide, che ha saputo unire una città oltreché una squadra, tornata a vibrare tutta insieme, senza un motivo apparente.

Ciascuno di noi può provare a darsene una spiegazione, più o meno mistica, più o meno religiosa o più o meno laica, ma per tutti la spiegazione sta solo in un nome: DAVIDE ASTORI!

Con affetto, Sonia Nuzzi