Caro Jordan Veretout…anima concreta della Fiorentina!

Uno dei protagonisti silenziosi di questa Fiorentina è Jordan Veretout. Mentre tutti ci aspettiamo i gol di Giovanni Simeone e le prodezze di Federico Chiesa, è lui, il “francese che non ti aspetti” (come fu definito poco dopo il suo arrivo), uno dei pilastri della squadra che sta faticosamente cercando il suo posto in campionato.

L’ex Saint Etienne è il prototipo del giocatore – operaio.

Un centrocampista di sostanza, che preferisce rimanere lontano  dalle luci della ribalta ma che spesso ci finisce, suo malgrado, per la concretezza del suo modo di giocare. Non ha la tecnica sopraffina dei suoi recenti predecessori del centrocampo viola, ma nessun dubbio sul fatto che Veretout stia risultando uno dei giocatori più affidabili della rosa a disposizione di mister Stefano Pioli.

Pioli che fin dai primi allenamenti capì subito di avere a che fare con un giocatore prezioso in mezzo al campo, tanto da diventare in breve tempo indispensabile.

A livello tecnico è difficile trovare punti deboli a questo francese della Loira, in grado di impostare il gioco senza difficoltà, ma anche abbastanza abile nel trovare la posizione giusta in fase difensiva. A livello offensivo non è molto presente, nonostante la sua abilità con il piede destro nel calciare sia punizioni che calci d’angolo e, talvolta, anche i rigori, come domenica scorsa contro il Cagliari, ma quando decide di incidere, lo sa fare bene, eccome!

 

Il suo è un atteggiamento da vero guerriero in campo, persino un po’… inusuale per un francese, ma noi ce lo coccoliamo e ce lo teniamo volentieri stretto, perché è da giocatori come questi che la Fiorentina può riaprire un nuovo ciclo e cercare di tornare stabilmente nell’elite del calcio italiano e, magari, europeo…

E dire che le sue precedenti esperienze in Francia e in Inghilterra non erano state esaltanti, tutt’altro.

Del suo privato di sa ben poco, oltre al fatto di essere sposato con Sabrina, una connazionale conosciuta sui banchi della scuola dell’obbligo e di avere una figlia di tre anni, di nome Aalyah.

In contrasto col suo atteggiamento un po’…defilato e decisamente schivo, c’è il suo aspetto: quella capigliatura biondo-platino che sfoggia dalla scorsa estate e che lo rende visibile in ogni momento.

E poi le pubbliche relazione, decisamente il punto debole di Jordan: si dice che non  abbia gran dimestichezza con le lingue e infatti parla ancora pochissimo italiano, e questo gli pregiudica un possibile ruolo da  capitano, ma l’importante è che si faccia sentire in campo e si faccia capire dai compagni.
E su quello ci sono pochi dubbi.

Ai tifosi vai benissimo così, caro Jordan. L’importante è che tu continui a fornire prestazioni concrete e positive, ai discorsi e alle celebrazioni ci penserà qualcun altro…


Con affetto, Sonia Nuzzi