Caro Mister…buon lavoro!

Non è ancora passato un lasso di tempo sufficiente a stilare giudizi definitivi, ma 11 giornate di un campionato stressante e impegnativo  come quello italiano, rappresentano pur sempre un campione probante per testare il rendimento di una squadra e dei suoi componenti. Fra i quali l’allenatore.

Stefano Pioli, emiliano di nascita ed ex viola per professione, è al timone della squadra viola da quasi 4 mesi, preparazione estiva compresa, ed è quindi ormai ben calato nel suo ruolo di condottiero della squadra, ha avuto tempo e modo di conoscerne pregi e difetti, limiti e virtù. Chissà, in cuor suo, da che parte pende la bilancia: se prevale la soddisfazione per quanto fatto e raccolto finora o se prevale la delusione per quello che poteva essere e non è stato… Nel calcio, si sa, tutto è molto aleatorio e suscettibile di variazioni in pochissimo tempo, sono sufficienti un paio di risultati positivi o negativi e tutto quello che ruota intorno a una squadra, cambia, nel bene e nel male.

Se questo teorema lo si abbina a una squadra praticamente rifondata da zero, azzerata e ricostruita nel corso di un’estate, i margini di oscillazione sono ancora più ampi. Questo per dire che, giudicare dopo 11 giornate il frutto del lavoro di Stefano Pioli è quantomai improbo, se non impossibile; quello che semmai si può valutare è il suo impatto con la città e la squadra e quanto a questo, il bilancio è sicuramente positivo. Il credito che Pioli aveva accumulato nei suoi 6 anni da giocatore viola, gli è senz’altro servito ad inserirsi bene in un ambiente che del resto già conosceva, sia pure da un’altra angolatura. Certo, un conto è il rapporto con una piazza che si instaura da giocatore, un altro è quello da allenatore. La differenza è molto grande, ma Pioli, grazie all’esperienza maturata su tante altre precedenti panchine frequentate in Serie A, e in piazze decisamente più esigenti rispetto a Firenze, ha le spalle sufficientemente ampie per sopportare il peso di un ambiente, come quello fiorentino, esigente ma anche comprensivo, attento ma anche indulgente verso chi affronta i propri impegni con serietà, e sulla serietà di Pioli, nessuno ha il minimo dubbio. Quanto all’aspetto tecnico, come detto è prematuro esprimere giudizi dopo 11 giornate: 5 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte, sono un risultato medio-buono, considerate tutte le attenuanti, certo non da strapparsi i capelli ma sufficienti a sperare in un futuro migliore, una volta aggiustati meglio tutti i meccanismi.

Comunque, caro Stefano Pioli, qualche messaggio diretto lo hai già inviato a chi di dovere: intanto al diesse Corvino, al quale hai fatto sapere di non aver condiviso appieno la sua campagna acquisti, visto che diversi elementi da lui acquistati in estate non li hai praticamente mai impiegati; e poi alla città, mandando in campo una squadra grintosa e determinata, più operaia rispetto a quella dei tuoi recenti predecessori, ma al  tempo stesso più concreta, e questo non è passato inosservato…

Buon lavoro caro Pioli, ti stimiamo e ti apprezziamo; se a maggio il giudizio sarà ancora questo, vorrà dire che la Rinascita fiorentina avrà dato i suoi frutti!

Con affetto, Sonia Nuzzi