Caro Stefano Pioli, siamo al capolinea?

La prima sconfitta del 2019 ha riportato a galla vecchie discussioni e considerazioni velenose, che i risultati positivi in serie (alcuni dei quali clamorosi, tipo il 7-1 alla Roma in Coppa Italia) avevano accantonato.

Polemiche sullo schieramento della squadra, sull’opportunità o meno di adottare un modulo anziché un altro o schierare un giocatore piuttosto che un altro. Tutti discorsi riconducibili, ovviamente, alla gestione tecnica della squadra. La gestione di Stefano Pioli.

Il tecnico parmigiano, non è un segreto, non ha mai soddisfatto in pieno tutta la platea dei tifosi viola, anzi. Fin dal suo arrivo c’era chi storceva il naso per la sua pragmaticità, per il modo non certo spettacolare di far giocare le sue squadre e per un atteggiamento spesso… di rimessa, a seconda dell’avversario di affrontare.

Insomma, i più scettici sostenevano che, dopo i fasti e l’overdose di gioco e spettacolo con i predecessori di Pioli, da Prandelli a Montella a Paulo Sousa, in una vertiginosa escalation, il gioco della Fiorentina sarebbe regredito e lo spettacolo ne avrebbe risentito. Tutto questo sulla base di quanto visto in precedenza con le squadre  allenate da Pioli.

Più d’uno, fra i tifosi viola, storceva il naso a questo pensiero, ma c’era, come sempre, chi invece era soddisfatto dal suo atteggiamento più pratico, sperando che alla lunga risultasse ancora più redditizio che nel passato.

E poi c’è stata la disgrazia, quella che un anno fa ci ha portato via Davide Astori e che ha avuto il potere di congelare la situazione di Pioli, perché tutti, in quella tragedia, hanno potuto ammirare l’umanità del mister, le sue grandi doti di padre di famiglia, estese ad un’intera squadra, che hanno fatto passare in secondo piano tutto il resto.

Per un anno quasi nessuno, neanche i più “codardi” leoni da tastiera, hanno osato criticare l’operato squisitamente tecnico di Pioli. Certo, qualche voce di dissenso si levava sempre dalla massa, qualcuno che voleva spargere veleno si trovava… ma generalmente regnava questo clima da armistizio, velatamente falsato dalle circostanze ma comunque abbastanza sincero.

Finchè… finchè non è arrivata la prima sconfitta dell’anno.

Che ha riaperto, come per una magia al contrario, il vaso di Pandora delle polemiche riguardo alla gestione tecnica di Pioli.

Evidentemente il partito degli scontenti è più ampio di quanto si pensasse e il dubbio sorge spontaneo: E’ solo l’istinto polemico dei fiorentini o c’è del vero in tutte queste critiche?

Certo è che, in ogni caso, Pioli è e rimarrà sempre una gran bella persona, degna di stima, fiducia e rispetto. Qualunque sia il suo futuro professionale, magari anche lontano da Firenze, merita la massima considerazione da parte di tutti coloro che hanno a cuore la Fiorentina. Anzi, no. Da tutte le persone giuste e oneste. Il calcio questa volta non c’entra…

Con affetto, Sonia Nuzzi