Caro Vitor Hugo…grazie per le belle emozioni!

Neppure la sapiente regia di uno Scorsese o di un Coppola avrebbe saputo fare di meglio.

Quello che è successo domenica scorsa all’ora di pranzo al Franchi, è veramente qualcosa di magico!

Tutte le  coincidenze, numeriche e non solo, che si sono verificate nella surreale partita contro il Benevento, e che hanno fatto vacillare i pensieri anche dei pragmatici più convinti, quell’intrecciarsi di numeri, eventi e situazioni ha davvero qualcosa di anomalo, comunque la si pensi…

E al centro di tutto lui, il sostituto designato del compianto Davide Astori, protagonista di una giornata che sicuramente non dimenticherà mai in tutta la sua vita: Vitor  Hugo.

Brasiliano di Guaraci, 27 anni il prossimo 20 maggio, Hugo è arrivato a Firenze la scorsa estate pagato una bella cifra (8 milioni) e firmando un contratto lungo (4 anni +1)  ma praticamente nessuno lo conosceva prima.

Fino a quel momento, infatti, la sua carriera si era svolta tutta in Brasile e l’approdo al calcio europeo, italiano in particolare, appariva come una scommessa. Una scommessa che lui, Vitor Hugo (perché viene spontaneo chiamarlo così, nome e cognome per intero), aveva intrapreso fiducioso, dal momento in cui aveva trovato il pieno appoggio di quello che sarebbe potuto essere il suo compagno di reparto: Davide Astori.

“Insieme faremo un buon lavoro, mi aiuterà molto!” disse Vitor Hugo il giorno della sua presentazione, proprio a proposito del capitano viola.

Mai avresti immaginato, caro Vitor Hugo, come nessuno di noi del resto, quello che sarebbe successo qualche mese dopo…

E mai avresti immaginato di vivere quelle fortissime emozioni in cui ti sei trovato al centro domenica scorsa, sostituendo proprio il capitano non solo nella presenza in campo, ma anche nell’area di rigore avversaria nel momento dell’assist di Saponara.

Tutti ci siamo meravigliati per la tua elevazione, davvero fuori della norma, ognuno si è dato una spiegazione a suo piacimento, ma tutti insieme ci siamo commossi per l’ennesima volta fino alle lacrime quando hai mimato il “saluto al capitano”.

Un gesto spontaneo il tuo, bellissimo ma non scontato, come molti altri in questi giorni, che ci hanno fatto sentire orgogliosi di essere in tanti e tutti viola. Compresi voi giocatori e compreso te, caro Vitor Hugo, nome da scrittore e animo da combattente, dotato di un fisico possente, di indubbia abilità nel gioco aereo e di attenzione nella fase difensiva, ma anche di una sensibilità fuori dal comune, che ti ha concesso, di diritto, un posto nel cuore di tutti noi. D’ora in poi non avremo più il 13, ma di riflesso avremo te, magico “31” che ci ricorderai per sempre come il destino sia infame ma regali anche momenti a cui si stenta a credere…

Con grande affetto, Sonia Nuzzi