Ciao Mondo…ci mancherai!

Se n’è andato un altro pezzo del calcio buono, del calcio “pane e salame” come amava definirlo lui stesso.

La scomparsa di Emiliano Mondonico è un altro colpo al cuore per i fiorentini, per gli sportivi, per gli amanti della parte sana del calcio, già duramente provati dalla perdita, neanche un mese fa, di Davide Astori.

Mondonico era un grande conoscitore del campo e delle dinamiche del pallone, ma soprattutto era una persona generosa e solare nella vita. Negli ultimi anni infatti aveva continuato a rimanere nel mondo del calcio, ma quello di periferia. Era un testimonial del Csi, allenava i ragazzi delle medie di Rivolta d’Adda, il suo paese d’origine e il “buen refugio”  di tutta una vita; allenava gli ex alcolisti,  gli ex tossicodipendenti e i disabili. Ed era, fino a pochi mesi fa, stimato e arguto opinionista tv.

Lascia, insomma, una grande eredità al mondo del pallone: oltre che sportiva, soprattutto morale.

E lascia tanta tristezza in chi gli ha voluto bene ed ha avuto la fortuna di conoscerlo e stringergli la mano. Perché il Mondo una stretta di mano e un invito ad assaggiare il suo vino e il suo salame, non li negava quasi a nessuno. Era malato da tempo Mondonico e della sua malattia non aveva fatto mistero, se non nei primissimi tempi. “Ho deciso di rendere pubblica la malattia perché non puoi nasconderti e perché sai che molte altre persone vivono la tua stessa situazione e hanno bisogno di sentirsi dire: coraggio, non mollare ». 

Questo era Mondonico, generoso anche nella malattia.

Con Firenze Mondonico era legato a doppio filo: la sua mai celata passione per la Fiorentina era nota a tutti, così come la tessera di un Viola Club storico sempre in tasca. E a Firenze il Mondo era riuscito a compiere l’impresa più bella della sua carriera, anche se non la più importante, nella stagione 2003/2004, quando riuscì a riportare la sua squadra del cuore, reduce dal fallimento della gestione Cecchi Gori e dalla condanna di dover ripartire dalla C2, alla cavalcata vincente nel campionato di Serie B, culminata col doppio spareggio col Perugia che riconsegnò a Firenze quel palcoscenico che più le era consono.

La sua ultima volta a Firenze è stata il 29 agosto del 2016, per la festa dei 90 anni della Fiorentina e l’ultimo ricordo è legato al suo incontro con Davide Astori, che scalvalcò tutta la fila dei suoi compagni per andare a salutare l’allenatore di Rivolta D’Adda.

Erano lombardi entrambi, ma non li legava solo quello: Mondonico infatti, allenò il Capitano viola nella stagione 2007/2008 alla Cremonese, sfiorando la promozione in Serie B, sfumata solamente ai Play-off. Con Mondonico in panchina, Astori totalizzò a Cremona 33 presenze, che gli valsero come trampolino di lancio per la definitiva consacrazione nella massima serie. Adesso, da lassù, tiferanno viola insieme.

Con tanto  affetto, Sonia Nuzzi