La “rivincita” di Cristiano Biraghi

Il destino fa strani scherzi, o forse è la forza di volontà a guidare le nostre azioni.

Fatto sta che quello che è successo domenica contro il Chievo, per Cristiano Biraghi ha un significato speciale.

Al di là del gol, bellissimo, che ha significato vittoria (che mancava da tanto tempo al Franchi) e tre punti in classifica, sempre benvenuti, il gesto che più resterà impresso nella mente dei tifosi viola più attenti, è la corsa verso la Fiesole di Biraghi dopo il gol.

Per molti quel gesto sarà archiviato semplicemente come un modo molto espansivo di festeggiare e incitare i propri tifosi, ma in  realtà ha un preciso significato, che si rifà alla gara di andata proprio col Chievo, quando il giocatore lombardo, in prestito dal Pescara, venne pesantemente insultato (e con lui la sua famiglia) sui social più diffusi, per una prestazione piuttosto negativa in quel di Verona, partita oltretutto terminata, lo ricorderete, con una brutta sconfitta della Fiorentina.

Una situazione decisamente esagerata, che amareggiò parecchio il difensore viola, oltretutto legata alla logica paradossale del Fantacalcio! Biraghi reagì da gran signore, pubblicando il  giorno dopo, sui medesimi social, le sue scuse per la prestazione non positiva ma anche il suo rammarico per le offese decisamente pesanti e fuori luogo.

Ovvio pensare, alla luce di queste premesse, che la partita di domenica sia stata preparata e attesa da Cristiano con molta cura e impazienza. Niente da dimostrare, è chiaro, il suo valore e il suo apporto alla causa viola, li ha dimostrati partita dopo partita, meritandosi la stima e la fiducia di mister Pioli che lo ha impiegato quasi sempre fra i titolari.

Ma è logico pensare che segnare il suo primo gol in maglia viola (e che gol!), proprio nella gara di  ritorno col Chievo, abbia avuto un  sapore proprio speciale per Biraghi, giunto a Firenze in punta di piedi e senza grossi proclami, ma rivelatosi nel  tempo una pedina importante di questa squadra, composta non da campionissimi ma da giocatori discreti e, sicuramente, seri e apprezzati per il loro impegno, tanto che ben tre di loro sono stati chiamati da mister Di Biagio per uno stage con la Nazionale maggiore.

E fra questi tre ci sei anche tu, caro Cristiano, che hai dimostrato attaccamento ai colori e alla città, andando a festeggiare verso i tuoi tifosi e ricevendone un ideale abbraccio che ricuce, speriamo definitivamente, quel brutto strappo avvenuto un girone fa.

Insomma, il cerchio si è chiuso, ora comincia una storia nuova. Speriamo, per te e per noi, che sia lunga e piena di soddisfazioni!

 

Con stima, Sonia Nuzzi