Oh Capitano…mio capitano!

In un calcio che ha perso gran parte dei suoi valori tradizionali, che non ha più bandiere né certezze, anche la figura del capitano è stata parecchio smitizzata negli ultimi anni.

Ma per Firenze, da un po’ di tempo a questa parte, ha di nuovo acquisito un significato particolare e molto intenso. Da quel maledetto 4 marzo 2018, infatti, la fascia da capitano della Fiorentina è diventata un simbolo, oltreché un ricordo indelebile, tanto da meritare di richiedere una speciale deroga in Federazione per averne una personalizzata, ovvero quella di Davide Astori, mentre tutte le altre squadre si sono dovute adeguare ad un’anonima striscia di stoffa senza disegni né simboli.

E in quest’ultimo anno la fascia di Astori è stata indossata, stabilmente, da German Pezzella, argentino silenzioso e defilato in privato, ma insospettabilmente autoritario e autorevole in campo. Un degno erede insomma, per quello che per Firenze rimarrà “l’eterno capitano”.

E dire che di capitani “importanti” la Fiorentina ne ha avuti tanti e, a dispetto di quello che comunemente si pensa, ovvero che i più indicati siano i centrocampisti perché si trovano, appunto, al centro dell’azione, ce ne sono stati in tutti i ruoli.

A cominciare dai portieri. Sarti, Albertosi e Giovanni Galli: il primo dalla grande maturità nel guidare la difesa, la modernità nell’interpretare il ruolo (stava spesso al limite dell’area di rigore), campione d’Italia con la Fiorentina nel 1956.

Ricky Albertosi, gran portiere, decisamente più spregiudicato ed impulsivo, ma allo stesso tempo di grande affidabilità. Giovanni Galli, oltre 250 presenze nella Fiorentina, ha indossato la fascia di capitano e sfiorato lo scudetto nella stagione 81/82.

Fra i difensori, come non ricordare Magnini e Cervato e, in tempi relativamente più recenti, Passarella, “El Caudillo” argentino. Spostandoci nel settore di centrocampo troviamo due leader carismatici del calibro di Dunga e De Sisti: senso tattico e forza fisica al servizio della “fascia”.

E poi ci sono stati i grandi fantasisti, tre grandi calciatori che a Firenze hanno risolto le partite con i loro colpi ed il loro talento cristallino: Julinho, Antognoni, e Baggio.

Il “divin codino” fece innamorare Firenze con la sua classe immensa e i goal da vero campione, Antognoni sfiorò lo scudetto nella fantastica stagione 1981/82 ed indossò la fascia di capitano, totalizzando qualcosa come 341 partite e 61 goal in maglia viola; infine Julinho che con le sue incontenibili serpentine, vinse lo storico tricolore nella stagione 1955/56.

Fra gli attaccanti, un nome su tutti: il “Re Leone” Gabriel Omar Batistuta, cannoniere argentino classe 1969, che arrivò a Firenze nel 1991 e vi rimase fino al 2000.

Insomma, fior fior di capitani, che hanno dato lustro e ne hanno ricevuto, dall’indossare la prestigiosa fascia, che ora, con altrettanto onore, sta indossando Pezzella, da poco insignito del prestigioso riconoscimento anche nella Nazionale Argentina. Un vanto e un orgoglio per lui, ma anche per noi, che lo abbiamo eletto a nuovo condottiero viola all’indomani dell’immane tragedia di Astori.                   VAMOS JUNTOS GERMAN!

 

Con affetto, Sonia Nuzzi